domenica 27 dicembre 2015

Cambiamenti climatici, effetto serra e Cop21

Cambiamenti climatici, effetto serra e Cop21

Mentre i rappresentanti delle principali potenze europee hanno concluso un accordo sulla riduzione delle emissioni nocive per l'ambiente, mi piacerebbe fare chiarezza sul problema dei cambiamenti climatici. Problema che, nonostante sia più grave di quello che molti pensano, è poco discusso.
Svante Arrhenius, un insigne scienziato interessato alla chimica, nonchè vincitore del Premio Nobel per la stessa, fu il primo a teorizzare l'effetto serra già nel 1896, ed a ipotizzare le possibili conseguenze. Altri ripresero il suo lavoro ma in particolare questo piccolo ma interessante esempio serve a dimostrare come da sempre la comunità scientifica sappia. Sicuramente questo eminente studioso svedese non poteva prevedere i livelli di inquinamento attuali causati dalle industrie e dagli scarichi dei veicoli. Ma aveva capito tutto, ed in parte previsto gli effetti.
Negli ultimi decenni la comunità scientifica si è prodigata per informare le persone del pericolo a cui si sta andando incontro, ed è riuscita ad interessare personaggi del calibro di Al Gore, ex vice-presidente degli Stati Uniti d'America, importante uomo politico ma non di meno ambientalista. Lui, in particolare, è stato il protagonista di un film-documentario "Una scomoda verità. Una minaccia globale", basato sulle slide della sua campagna d'informazione sul tema dell'inquinamento. Se siete incuriositi vi consiglio vivamente di vederlo perchè, non essendo lui uno scienziato, spiega i fatti e i dati in modo chiaro e indiscutibile. Davanti ad un grafico basato su dati scientifici, neanche il più scettico può negare l'evidenza.
I ghiacci perenni si stanno sciogliendo, le zone desertiche si estendono a vista d'occhio, e la biodiversità di alcune zone della terra, prima densissime di specie animali e vegetali, sta venendo meno. Ma cosa sta succedendo?
Effetto Serra. Il nome spiega già molte cose. In parole povere, nell'atmosfera esistono naturalmente delle sostanze che filtrano i raggi solari in entrata, colpendo la superficie terrestre e scaldandola, ma non fanno passare il calore che l'atmosfera stessa dovrebbe in parte disperdere. Ma se sono sostanze naturalmente presenti nell'atmosfera, dove sta il problema? Il problema sono gli uomini che, con le fumate delle industrie e delle auto, emettono nell'atmosfera troppe di queste pericolosissime polveri sottili e gas serra (come l'anidride carbonica), aumentando di conseguenza la temperatura per il calore da esse trattenuto.
Sostanze che non solo inaspriscono il riscaldamento globale, ma aumentano l'inquinamento delle grandi città dove le persone sono spesso costrette ad andare in bici con la mascherina. Ne è un esempio lampante Pechino, dove agli inizi di dicembre è scattato l'allarme rosso per lo Smog, obbligando tutti i cantieri e tutte le industrie più inquinanti a bloccare ogni tipo di lavoro.
Lo scioglimento dei ghiacci potrebbe devastare intere zone costiere ed una mappa della presentazione di Al Gore mostra una distopica Italia tra cent'anni completamente mangiata dalle acque, con la pianura più importante, quella padana, completamente sommersa. Secondo molti queste ipotesi sono troppo estreme, al limite del grottesco. Tanti sono gli scettici, ma non molti se ne trovano all'interno della comunità scientifica. Le persone normali come posso essere io, come potete essere voi lettori, tendono ad esorcizzare una proiezione così drastica del futuro della nostra penisola, ma gli studiosi e i loro dati dicono il contrario. Va comunque ricordata la presenza di alcuni esponenti della comunità scientifica che considerano il riscaldamento globale solo una conseguenza dei cicli naturali della terra, in cui si alternano ere glaciali a periodi più caldi. Altri ancora credono che ci sia una compresenza di questi cicli naturali con l'azione dell'uomo, che aggrava la situazione. Voi cosa ne pensate? E soprattutto, in base a cosa traete le vostre conclusioni?

Una riflessione a parte va fatta per tutte le persone, le società e le nazioni che si sono impegnate per contrastare il cambiamento climatico. Tra i primi ad interessarsi al riscaldamento globale vanno nominate le grandi banche e le compagnie assicuratrici, che vedono nell'imprevedibilità del clima portato dal riscaldamento un rischio per i loro profitti. Compagnie come la Munich Reinsurance Company ha iniziato a studiare i cambiamenti nel 1974, dopo aver notato che il numero delle catastrofi naturali era in aumento.
Queste società sono attualmente le forze motrici delle riforme in ambito climatico perchè grazie alle ingenti disponibilità economiche hanno la possibilità di essere ascoltati più degli altri comuni mortali. Affiancare gli investimenti pubblici a quelli privati è un grosso sforzo, ma secondo molti è l'unica strada da seguire se si vuole evitare una "catastrofe assicurata", come intitola l'Internazionale l'articolo di Jeffrey Ball, del New Republic (in lingua originale: "Who will pay for Climate Change?"). Basteranno gli interessi dei privati a smuovere la situazione, dando una svolta decisiva ed indispensabile? Per adesso molto si sta facendo, ma non abbastanza.
La COP21 (Conference of the Parties, la ventunesima Conferenza delle Parti sui Cambiamenti Climatici) ne è un esempio lampante. La conferenza tenutasi a Parigi dal 30 Novembre all'11 Dicembre dell'anno corrente aveva come obiettivo quello di creare un fronte comune contro i rischi di un riscaldamento che è già in atto. Dopo vari giorni di discussione ogni Stato partecipante ha preso l'impegno di ridurre le proprie emissioni, ma questo impegno sembra a tanti un "contentino". Un accordo era necessario in vista del 2020, anno in cui scadrà il Protocollo di Kyoto, ma non sembra sufficiente a impedire un eccessivo riscaldamento a lungo termine. Solo il tempo ci dirà se le decisioni prese sono state sufficienti oppure no. Quindi aspettiamo, ma non con le mani in mano, bensì discutendo.
In questo breve ma denso articolo iniziale ho introdotto varie tematiche all'interno del più ampio spazio dedicato ai cambiamenti climatici. L'idea è quella di approfondire, col passare del tempo, ogni ambito della discussione, così da creare una base solida con cui avviare un confronto più consapevole.

Cosimo

Fonti:
-Wikipedia: (Bisogna fare attenzione, ma è uno strumento eccezionale) Le parole di Ipertesto rimandano a questo sito.

-Internazionale: "Catastrofe Assicurata" – Jeffrey Ball, numero 1130, anno 23


- "Una scomoda verita", film-documentario diretto da Davis Guggenheim

7 commenti:

  1. Buongiorno a tutti. Ho letto l'articolo e, essendo interessato ai dati concreti (siccome riguardo a questo argomento sono stati spesi fiumi di parole), mi ha colpito la notizia di alcune compagnie private che si sono attivate per combattere o quantomeno approfondire il problema del riscaldamento globale. Essendo la prima volta che ne sento parlare, potreste mettere un link alle informazioni riguardo al loro intervento? Vi ringrazio. Ogni tanto sentire qualche notizia positiva fa piacere :)

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  2. Buongiorno. Scusa il ritardo nella risposta ma è periodo d'esami, ahimè non del sangue, e siamo decisamente occupati.
    Puoi prendere come riferimento l'articolo citato nelle fonti. Da lì puoi recuperare nomi e dati più precisi anche in vista di una tua personale ricerca più approfondita, se ti interessa particolarmente il tema. Prima o poi ne riparleremo, ma se scopri qualcosa questo è il posto giusto per condividerlo!
    Cosimo

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  3. Non sono un fervido lettore di Hemingway e la mia carriera universitaria si è fermata a un 27 in geografia fisica ma la mia la voglio dire, dato che comunque è gratis farlo.
    Il cambiamento climatico è evidente, sotto gli occhi di tutti; i ghiacciai italiani, senza andare troppo lontano, si sono ridotti di molto, veramente tanto; le stagioni cambiano e ci ritroviamo con la neve che comincia a cadere a febbraio e la camelia nel mio giardino che sboccia a inizio marzo.
    Al Gore ci aveva visto giusto, sicuramente la nostra cara italia si tufferà in acqua e, aimè, il petrolio finirà e pechino sparirà dalla cartina per il troppo smog.
    Il problema però è un altro, il problema è che tutto questo fa paura a noi, SOLO a noi.
    Per il pianeta terra noi siamo solo ospiti rumorosi del suo hotel, facciamo molto baccano sicuramente, gli consumiamo un po di risorse, lo impuziamo un po di smog, ma alla fine arriverà il momento di tornare a casa e riconsegnare la chiave della camera.
    Parlando adesso in termini più precisi, sto dicendo che niente che noi possiamo fare potrà mai danneggiare seriamente il nostro pianeta; possiamo piangere per la tigre della tasmania che possiamo solo vedere in foto, ma è solo una delle 100 mila specie che ogni anno si estinguono sul nostro pianeta, e questo succederà sempre, che noi ci siamo o no.
    La Versilia, da cui io e gli ideatori di questo blog proveniamo, è nata dalla disgregazione di altissime montagne e da sedimentaione dei loro detriti, niente di più catastrofico di una estrazione di marmo.
    Tutto va e tutto viene, non preoccupiamoci del pianeta o delle altre specie, la terra ha cambiato mille forme e mille volti, e lo sta facendo anche in questo momento; la sicilia si sposta di 5 cm all'anno e il tirreno si allarga continuamente ma non sono tempi "umani", sono tempi "terrestri" a cui noi non siamo abituati.
    Pensate che al tempo di Gesù, o comunque circa 2000 anni fa guardando verso nord, si poteva ammirare Vega come stella polare, e non α Ursae Minoris che possiamo ammirare oggi, molto interessante notare come venga stravolto in così poco tempo un concetto tanto semplice e consolidato come la stella polare.
    Tutto questo discorso per dire cosa? Per dire semplicemente che ok si, stiamoci attenti, ma non per salvare la terra, ma solo per allontanare il giorno in cui l'Homo Sapiens Sapiens, lascerà il posto a qualcun'altro.
    La terra è solo il nostro palcoscenico, noi possiamo fallire o risultare dei buoni attori, ma alla fine lo spettacolo finisce e domani il palco avrà altri attori.
    Una Buona notte a tutti voi.

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    1. Caro Pietro,
      Grazie per aver sottolineato questo aspetto da me probabilmente sottovalutato. Forse tutt'altro che egoisticamente ho parlato di cambiamenti climatici in termini naturalistici, ma tu hai centrato il punto. Dobbiamo salvaguardare il pianeta per noi stessi perché viviamo grazie a ciò che la natura ci dona, ma se sporchiamo e inquiniamo la vita sulla terra potrebbe diventare impossibile per l'essere umano. Sicuramente la Terra starebbe anche meglio senza di noi, anzi sicuramente è così. Però non riesco a capire come mai agli umani non interessa la sopravvivenza della sua stessa specie. È stupido, secondo me.
      E non riesco ancora a spiegarmelo... È in preparazione un articolo bello denso su questo tempo, quindi Stay Tuned!

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    2. Spiccata consapevolezza dell'evanescenza della vita, ma non credo potrei rassegnarmi all'idea di "genere umano perduto". Siamo così tanto effimeri ed esigui da poter sprofondare nel nichilismo? No dai io non riesco ad accettarlo. Voglio preoccuparmi il più possibile di prolungare la vita della mia specie e delle altre, senza cedere ad astratti furori. Già nell'agire mi trovo a dar un valore aggiunto alla mia stessa vita. Poi se come sostenete voi, questo straordinario spettacolo della natura dovrà finire, che almeno gli attori non rovinino il palcoscenico.

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    3. Possiamo anche non pensarci, ma arriverà il momento per noi di lasciare questo pianeta, come per i grandi rettili prima di noi.
      Concordo con Cosimo, è stupido che l'uomo non riesca a concentrare le proprie forze per vivere al meglio su questo pianeta, a cominciare secondo me dal valorizare la sua storia, ma questo è un altro argomento.
      Quello che secondo me è anche importante, è saperci collocare nel posto giusto; noi ci collochiamo troppo in alto, ci diamo troppa importanza, pensiamo che la nostra idea sul mondo sia quella giusta, un po come i vegetariani.
      Pensi che siccome una pianta non ha due occhi dolci che ti guardano e una bocca per lamentarsi, non soffra quando la trebbiatrice la maciulla violentemente?
      Crediamo di importare più di quello che in realtà siamo.
      D'accordissimo con chi vuole preservare una vita migliore e sana ai propri figli, ma non mascheriamo tutto questo con la salvaguardia del pianeta; ricordiamoci che per molto più del tempo che l'uomo è stato sulla terra, quest'ultima era una immensa palla di materiale fuso, o di ghiaccio, o di terra arida, o di acqua.
      Apparteniamo solo a una piccola frazione di tempo della vita di questo pianeta.

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    4. Salvaguardia delle bellezze che il pianeta ha ora, perché il genere umano possa continuare ad apprezzarle, in questa minuscola frazione di tempo. Non ti illudere della reazione titanica: passerò cmq una notte avvolta nella disperazione della futura sorte

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