Lo
staff. Chi siamo?
Cosimo
e Caterina.
Hanno
svolto il loro incarico di studenti liceali con tediosa rassegnazione
a una mediocre istruzione, dovuta a un sistema che non sprona alla
conoscenza e non sviluppa l’intelletto.
Immuni
dal vuoto ideologico della barzelletta che li ha affamati più che
nutriti per 5 anni, non certo un Café
de Flore, sono
cresciuti con loro desideri contrastanti di espansione e misantropia.
Questo
il motivo o comunque i precedenti per cui hanno traslocato dal mondo
che ormai andava loro stretto, che li lasciava increduli e un po’
delusi.
Cosa
li accomuna? Entrambi sognano di toccare tutte le culture del mondo e
finire i visti sul passaporto prima che scada o fallire tentando; la
speranza di agire per contribuire a migliorare, sebbene ancora
debbano capire cosa migliorare e come agire.
Caterina
Lei
ha lasciato che l’universo dell’economia la rapisse, forse per
gloria, forse per soldi, ma sicuramente anche per passione e sete di
conoscenza, nell'ingenua speranza di raggiungere almeno un terzo
della preparazione e del genio di Joseph Stiglitz.
Una
tipa un po’ coriacea, insofferente come pochi, scrupolosa nel
pretendere rispetto e rigore, eppure a volte così indisciplinata e
trasandata. Porta con ostinata fierezza il drappo della tolleranza,
sempre aperta a nuove prospettive senza alcun pregiudizio.
Cosa
ama? la neve, i viaggi, il rischio negli sport estremi, Janis Joplin
e i Ramones, libri distopici, l’esistenzialismo, il cielo stellato,
una birra contemplando il cielo stellato, pontificare sulla politica
con una birra sotto il cielo stellato.
Cosimo
Non
volendo svegliarsi un giorno a 50 anni con l’amara realizzazione di
aver sprecato la propria vita in un lavoro che detesta, dopo essersi
scolato ben più di una birra, ha deciso di seguire il suo cuore e
buttarsi negli studi umanistici. Ragazzo coraggioso, accanito culture
vulture.
Un
tipo asociale e decadente, ma amico prezioso per chi si guadagna le
sue offese. Un pigro-attivo testardo: oggi potrebbe convincerti a
scalare l'Everest senza ossigeno, e il giorno dopo non muoversi dal
letto perché fuori piove. Sono i piccoli inconvenienti quotidiani
che impigriscono la sua intraprendenza, mentre accetta la sfida di
ostacoli per altri invalicabili.
Le
sue passioni? Vacanze on the road, celare la sua intellettualità
sotto una scorza dura di modestia, ma anche criticare tutto e tutti
nei giorni decadenti, con conseguente inspiegabile predisposizione
agli sport di squadra; nelle serate solitarie un camino acceso che
scaldi le letture di Kerouac e Hemingway, dalla finestra le montagne
invernali dell’Abetone.
Questi
siamo noi.
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