Cambiamenti
climatici, effetto serra e Cop21
Mentre
i rappresentanti delle principali potenze europee hanno concluso un
accordo sulla riduzione delle emissioni nocive per l'ambiente, mi
piacerebbe fare chiarezza sul problema dei cambiamenti climatici.
Problema che, nonostante sia più grave di quello che molti pensano,
è poco discusso.
Svante
Arrhenius, un insigne scienziato interessato alla chimica,
nonchè vincitore del Premio Nobel per la stessa, fu il primo a
teorizzare l'effetto serra già nel 1896, ed a ipotizzare le
possibili conseguenze. Altri ripresero il suo lavoro ma in
particolare questo piccolo ma interessante esempio serve a dimostrare
come da sempre la comunità scientifica sappia. Sicuramente questo
eminente studioso svedese non poteva prevedere i livelli di
inquinamento attuali causati dalle industrie e dagli scarichi dei
veicoli. Ma aveva capito tutto, ed in parte previsto gli effetti.
Negli
ultimi decenni la comunità scientifica si è prodigata per informare
le persone del pericolo a cui si sta andando incontro, ed è riuscita
ad interessare personaggi del calibro di Al Gore, ex vice-presidente
degli Stati Uniti d'America, importante uomo politico ma non di meno
ambientalista. Lui, in particolare, è stato il protagonista di un
film-documentario "Una scomoda verità. Una minaccia globale",
basato sulle slide della sua campagna d'informazione sul tema
dell'inquinamento. Se siete incuriositi vi consiglio vivamente di
vederlo perchè, non essendo lui uno scienziato, spiega i fatti e i
dati in modo chiaro e indiscutibile. Davanti ad un grafico basato su
dati scientifici, neanche il più scettico può negare l'evidenza.
I
ghiacci perenni si stanno sciogliendo, le zone desertiche si
estendono a vista d'occhio, e la biodiversità di alcune zone della
terra, prima densissime di specie animali e vegetali, sta venendo
meno. Ma cosa sta succedendo?
Effetto
Serra. Il nome spiega già molte cose. In parole povere,
nell'atmosfera esistono naturalmente delle sostanze che filtrano i
raggi solari in entrata, colpendo la superficie terrestre e
scaldandola, ma non fanno passare il calore che l'atmosfera stessa
dovrebbe in parte disperdere. Ma se sono sostanze naturalmente
presenti nell'atmosfera, dove sta il problema? Il problema sono gli
uomini che, con le fumate delle industrie e delle auto, emettono
nell'atmosfera troppe di queste pericolosissime polveri sottili e gas
serra (come l'anidride carbonica), aumentando di conseguenza la
temperatura per il calore da esse trattenuto.
Sostanze
che non solo inaspriscono il riscaldamento globale, ma aumentano
l'inquinamento delle grandi città dove le persone sono spesso
costrette ad andare in bici con la mascherina. Ne è un esempio
lampante Pechino, dove agli inizi di dicembre è scattato l'allarme
rosso per lo Smog, obbligando tutti i cantieri e tutte le industrie
più inquinanti a bloccare ogni tipo di lavoro.
Lo
scioglimento dei ghiacci potrebbe devastare intere zone costiere ed
una mappa della presentazione di Al Gore mostra una distopica Italia
tra cent'anni completamente mangiata dalle acque, con la pianura più
importante, quella padana, completamente sommersa. Secondo molti
queste ipotesi sono troppo estreme, al limite del grottesco. Tanti
sono gli scettici, ma non molti se ne trovano all'interno della
comunità scientifica. Le persone normali come posso essere io, come
potete essere voi lettori, tendono ad esorcizzare una proiezione così
drastica del futuro della nostra penisola, ma gli studiosi e i loro
dati dicono il contrario. Va comunque ricordata la presenza di alcuni
esponenti della comunità scientifica che considerano il
riscaldamento globale solo una conseguenza dei cicli naturali della
terra, in cui si alternano ere glaciali a periodi più caldi. Altri
ancora credono che ci sia una compresenza di questi cicli naturali
con l'azione dell'uomo, che aggrava la situazione. Voi cosa ne
pensate? E soprattutto, in base a cosa traete le vostre conclusioni?
Una
riflessione a parte va fatta per tutte le persone, le società e le
nazioni che si sono impegnate per contrastare il cambiamento
climatico. Tra i primi ad interessarsi al riscaldamento globale vanno
nominate le grandi banche e le compagnie assicuratrici, che vedono
nell'imprevedibilità del clima portato dal riscaldamento un rischio
per i loro profitti. Compagnie come la Munich Reinsurance Company ha
iniziato a studiare i cambiamenti nel 1974, dopo aver notato che il
numero delle catastrofi naturali era in aumento.
Queste
società sono attualmente le forze motrici delle riforme in ambito
climatico perchè grazie alle ingenti disponibilità economiche hanno
la possibilità di essere ascoltati più degli altri comuni mortali.
Affiancare gli investimenti pubblici a quelli privati è un grosso
sforzo, ma secondo molti è l'unica strada da seguire se si vuole
evitare una "catastrofe assicurata", come intitola
l'Internazionale l'articolo di Jeffrey Ball, del New Republic (in
lingua originale: "Who will pay for Climate Change?").
Basteranno gli interessi dei privati a smuovere la situazione, dando
una svolta decisiva ed indispensabile? Per adesso molto si sta
facendo, ma non abbastanza.
La
COP21 (Conference of the Parties, la ventunesima Conferenza delle
Parti sui Cambiamenti Climatici) ne è un esempio lampante. La
conferenza tenutasi a Parigi dal 30 Novembre all'11 Dicembre
dell'anno corrente aveva come obiettivo quello di creare un fronte
comune contro i rischi di un riscaldamento che è già in atto. Dopo
vari giorni di discussione ogni Stato partecipante ha preso l'impegno
di ridurre le proprie emissioni, ma questo impegno sembra a tanti un
"contentino". Un accordo era necessario in vista del 2020,
anno in cui scadrà il Protocollo
di Kyoto, ma non sembra sufficiente a impedire un eccessivo
riscaldamento a lungo termine. Solo il tempo ci dirà se le decisioni
prese sono state sufficienti oppure no. Quindi aspettiamo, ma non con
le mani in mano, bensì discutendo.
In
questo breve ma denso articolo iniziale ho introdotto varie tematiche
all'interno del più ampio spazio dedicato ai cambiamenti climatici.
L'idea è quella di approfondire, col passare del tempo, ogni ambito
della discussione, così da creare una base solida con cui avviare un
confronto più consapevole.
Cosimo
Fonti:
-Wikipedia:
(Bisogna fare attenzione, ma è uno strumento eccezionale) Le parole
di Ipertesto rimandano a questo sito.
-Internazionale:
"Catastrofe Assicurata" – Jeffrey Ball, numero 1130, anno
23
-
"Una scomoda verita", film-documentario diretto da Davis
Guggenheim