sabato 26 novembre 2016

Incoerenze sul Referendum

La verità, vi prego, sul referendum

La fatidica data in cui verranno decise le sorti della bella penisola si avvicina, ed io ho un'estrema paura. Non a caso ad halloween erano in tanti ad aver scelto il travestimento da scheda elettorale. C'è chi dice che la vittoria del "si" rafforzerebbe il simpatico Fiorentino (chiedo la grazia in anticipo per ciò che scrivo, visti i freschi avvenimenti accaduti in Turchia), mentre la vittoria del "no" lo manderebbe in rovina e, per i più pessimisti, farebbe pure andare in tilt i mercati.
In questo articolo non vi farò chiarezza sulla riforma, come potreste dedurre dal titolo. Quello si riferisce, in parole povere, al fatto che della gravità del referendum e della riforma costituzionali pochi sono davvero consapevoli. Di questo vi vorrei parlare, della disinformazione e della contro-informazione che si sta facendo in questa delicatissima occasione.
Come avrete già capito, io sono per il "no". Detto questo, non voglio né convincervi che la mia scelta sia la migliore né cercare di portarvi dalla mia parte. Vorrei soltanto farvi riflettere su alcune questioni che, a mio avviso, dovrebbero indignare.

Pochi giorni fa mi è capitato di imbattermi in un cartellone pubblicitario del comitato per il "si", che accennava alla diminuzione del numero di senatori, affermando implicitamente che la macchina statale costerà meno. Non voglio entrare nel merito della riforma, ma voglio criticare aspramente questa propaganda "accalappia-ignoranti" (e per "ignorante" leggere la definizione del dizionario, cioè "privo di istruzione o di cultura" oppure "più o meno colpevolmente sfornito delle capacità o delle nozioni richieste") citando un fatto freschissimo. (Ci tengo a sottolineare che non chiamo ignorante chi vota "si", ma chi vota "si" senza informarsi e accontentandosi di ascoltare la propaganda di quella parte. Se una persona è fermamente convinta che il "si" sia la scelta migliore, è una persona amica perché nonostante io sia dell'opinione opposta, la sua scelta è fondata sull'essersi informata).
Circa a metà ottobre i grillini presentarono una proposta di legge che prevedeva il taglio degli stipendi dei parlamentari, con effetti decisamente benefici non solo sulle casse dello Stato ma anche sulla fiducia dei cittadini. Accettare una proposta simile avrebbe spianato la strada al "si" e mi avrebbe sicuramente evitato la difficoltà di scrivere qualche riga su un tema così controverso. Ma siamo in Italia, patria della pizza, della città eterna, della corruzione e degli interessi personali. Così la legge è stata bocciata in blocco da tutti, eccetto i pentastellati che l'avevano proposta, e con particolare fervore è stata rifiutata dal Partito Democratico, primo promotore della riforma costituzionale.
Troppo spesso si evita di parlare dell'incoerenza dei governanti, dei "grandi", proprio per il loro essere più grandi degli altri. Ma che motivo ha il PD, che fa del taglio dei senatori il suo cavallo di battaglia nella fratricida lotta della riforma costituzionale, di rifiutare una legge che senza intaccare gli storici equilibri della democrazia italiana fa risparmiare a quest'ultima molti soldi?
L'incoerenza, cari lettori, è uno dei mali peggiori. Da qui nasce il trasformismo, l'inaffidabilità e l'insicurezza dei cittadini. Cambiare idea è lecito, ma lottare a spada tratta contemporaneamente per due ideali contrapposti è follia. Chi se ne accorge è quindi deluso e si rende conto della falsità di certi politici e dirigenti (di qualsiasi partito/fazione/movimento/gruppo partigiano/squadre), ormai troppo diffusi in questo paese.

Se tutto ciò non bastasse, continuo col mio confusionario filo (il)logico (di cui mi scuso, questo articolo potrebbe non risultare logicamente ordinato. Il referendum mi manda in paranoia forse?)
Il quesito della scheda elettorale presenta solamente cinque titoli di modifiche apportate a cinque articoli, e nemmeno i più importanti, mentre non cita gli altri 42 articoli che verranno modificati. Inoltre i titoli scelti sono assolutamente parziali e favoriscono la parte del "si", soprattutto perché il testo della scheda viene pubblicizzato abbastanza spesso dalla Rai.
La parzialità dei riferimenti mi indigna perché è una mossa furbetta ma di pessimo gusto, che tenta di ingannare chi non si informa. In pratica quasi tutti gli italiani (sarcasmo, ma sono triste per questo). Questa scelta mi fa soffrire. Soffro perché mi rendo conto della malizia negativa dei nostri governanti, delle persone che ci dovrebbero rappresentare, che approfittano di una situazione culturale di consapevolezza politica drammatica. Soffro perché so che questa mossa può spostare l'ago della bilancia non per volere popolare, ma per un'influenza ingannevole della volontà popolare.

Per concludere col botto, dopo i pochi ma corposi botti di questo breve articolo, vorrei innescare in voi numerosissimi (ah ah ah) lettori una piccola riflessione.
Sia che siate sicuri di votare "no", sia il contrario, siete proprio sicuri di ciò che andate a votare? Mi spiego meglio. Stiamo parlando di una riforma storica, un cambiamento che verrà studiato nei libri di storia da molti studenti, e proprio VOI, anzi NOI, siamo quelli che decideranno le sorti di un paese intero.
Avete letto il testo della costituzione attuale, e quella che entrerà in vigore in caso di vittoria del "si", così da rendervi personalmente conto dei cambiamenti, o vi siete fidati dei vostri giornali preferiti, o peggio ancora dei giornali schierati dalla vostra parte? Certo, sappiamo benissimo che i nostri compagni di partito/ fazione/ movimento /gruppo partigiano/ squadra sono della nostra stessa idea, ma gli altri cosa dicono? Se io penso di avere ragione, come mai anche i miei oppositori dicono di avere ragione?
Tutto questo per dire una cosa semplice: informatevi e fatevi una vostra idea. Non importa quale sia il vostro voto, se siete davvero consapevoli di ciò per cui votate. La conoscenza e la consapevolezza sono le armi più forti.

Osate conoscere!

Cosimo