Penso che non si possa che concordare sull’immensa gioia connessa ad una nuova vita. Sperando poi che tutti qui condividano il mio credo, ovvero in una scienza non ostacolata da vincoli superiori, del cui progresso possa beneficiare l'amore libero, di recente Nichi Vendola e il compagno sono diventati padri tramite l’utero in affitto e io devo ammettere che questa cosa proprio non riesco a benedirla.
So che può sembrare
una posizione contrastante con alcuni ideali, con i nuovi diritti, ma ci sono
contraddizioni insite in questa pratica che non riesco ad ignorare.
Innanzitutto non
posso fare a meno di pensare che questo metodo consideri la vita al pari di una
merce, un oggetto che si può comprare;
Poi la forma di
nuova prostituzione che si verrebbe a creare: donne povere che vendono il loro
utero, come se fosse un lavoro.
Anche se qualcuno mi
desse buone ragioni per farmi accettare i primi due aspetti, rimarrebbe un’ultima
questione: non trovate anche voi un po’ classista e ipocrita, (a meno che si
vogliano inventare dei mutui o delle agevolazioni per favorire questa pratica,
cosa che mi sembra al limite del surrealismo) questa certa gente ricca che fino
a ieri lottava per i diritti lgbt nel nome dell'uguaglianza e ora
accetta questa pratica? Beh classista, perché dar il via a un commercio di
utero a caro prezzo è il primo modo per negare il diritto di tutti ad avere un
figlio. Tu che fino a ieri giustamente pretendevi che gli etero ti dessero gli
stessi loro diritti, oggi che li hai ottenuti inizi a ledere i diritti di
altri. Non sei poi tanto diverso. A voler rincarare, è contestualmente ipocrita
pretendere di schiavizzare gli altri a favore della tua libertà, quando, per
chiarire, non si considera il rischio che siano ignorate le regolamentazioni
del caso, o che esse proprio non esistano, magari in paesi dove le donne già
vengono sfruttate in molti ambiti.
Qualche amico
obietta che avere un figlio tutto sommato è sempre una forma di egoismo, pagare
o fare sesso per creare vita a questo punto non cambia.
Generalizzando
invece sul punto di vista della prostituzione, mi fanno notare che sarebbe
opportuno chiedersi perché la società sia tanto corrotta da spingere le persone
a vendere il loro corpo, e quindi il problema sarebbe molto più radicato e il
disappunto non dovrebbe limitarsi solo a questa pratica.
Ultimo aspetto il
più fermo, ma anche ben criticato: sebbene tutti dovrebbero godere del diritto
di avere figli, è giusto che alcuni non possano goderne solo perché altri non
hanno soldi per permetterselo?
Ora tutto ciò è molto
controverso, se preso singolarmente ogni singolo punto è un cerchio infinito di
contraddizioni specifiche a cui seguono però legittimazioni generali, mi son
persa anche io; ma una posizione bisognerà pur prenderla, senza la presunzione
che sia giusta o sbagliata, perché evidentemente questa è una di quelle
situazioni senza una risposta effettiva.
Ad ogni modo il
connubio imprescindibile dei tre aspetti mi porta sempre alla stessa
conclusione: io ho deciso che la vita fin dal principio non può essere
comprata, in quanto non è e non dovrà mai essere capitale, e se fino a ieri i
gay hanno combattuto contro quella schiavitù chiamata pregiudizio, ora non possono
ignorare quella che a me sembra proprio la nuova frontiera della schiavitù.
Questa riflessione,
seppur sia bellissimo sapere che, grazie alla “forza incontrastata della
scienza”, due innamorati possano avere un figlio, mi impedisce di reputarlo
eticamente corretto, e di farmi sviare dai problemi che ciò comporta.
Ho messo in
discussione molto di quello in cui credevo per ritrovarmi ferma su questa
convinzione.
Ma, come al solito forse questo ha ben poca importanza. Perché se in questa
sede io ho discusso dei motivi per cui essere o no favorevoli all’utero in
affitto, è perché ho presupposto di essere tutti d’accordo sul fatto che due
persone dello stesso sesso abbiano il diritto di amarsi liberamente. Tutti
d’accordo ormai che debbano poter essere riconosciuti come coppia, che abbiano
il diritto di adottare figli.
So benissimo che
questa realtà si limita ancora ad una parte del mondo non sufficiente. So
benissimo quanto sia raro trovare persone che salutano con un Gabba Gabba
hey, senza giudicare con etichette il prossimo. Come so benissimo che chi
pretende che vengano difese le proprie libertà spesso non è pronto a difendere
anche le altrui.
Quindi chiedo a voi,
questa crescente piccola parte del mondo, voi come la pensate? Avete una
posizione ferma sull’argomento? Su quali basi? E secondo voi arriveremo mai a
una soluzione indiscutibilmente equa?