giovedì 7 aprile 2016

Affittasi pancioni


Penso che non si possa che concordare sull’immensa gioia connessa ad una nuova vita. Sperando poi che tutti qui condividano il mio credo, ovvero in una scienza non ostacolata da vincoli superiori, del cui progresso possa beneficiare l'amore libero, di recente Nichi Vendola e il compagno sono diventati padri tramite l’utero in affitto e io devo ammettere che questa cosa proprio non riesco a benedirla.
So che può sembrare una posizione contrastante con alcuni ideali, con i nuovi diritti, ma ci sono contraddizioni insite in questa pratica che non riesco ad ignorare.
 
Innanzitutto non posso fare a meno di pensare che questo metodo consideri la vita al pari di una merce, un oggetto che si può comprare;
Poi la forma di nuova prostituzione che si verrebbe a creare: donne povere che vendono il loro utero, come se fosse un lavoro.
Anche se qualcuno mi desse buone ragioni per farmi accettare i primi due aspetti, rimarrebbe un’ultima questione: non trovate anche voi un po’ classista e ipocrita, (a meno che si vogliano inventare dei mutui o delle agevolazioni per favorire questa pratica, cosa che mi sembra al limite del surrealismo) questa certa gente ricca che fino a ieri lottava per i diritti lgbt nel nome dell'uguaglianza e ora accetta questa pratica? Beh classista, perché dar il via a un commercio di utero a caro prezzo è il primo modo per negare il diritto di tutti ad avere un figlio. Tu che fino a ieri giustamente pretendevi che gli etero ti dessero gli stessi loro diritti, oggi che li hai ottenuti inizi a ledere i diritti di altri. Non sei poi tanto diverso. A voler rincarare, è contestualmente ipocrita pretendere di schiavizzare gli altri a favore della tua libertà, quando, per chiarire, non si considera il rischio che siano ignorate le regolamentazioni del caso, o che esse proprio non esistano, magari in paesi dove le donne già vengono sfruttate in molti ambiti.

Qualche amico obietta che avere un figlio tutto sommato è sempre una forma di egoismo, pagare o fare sesso per creare vita a questo punto non cambia.
Generalizzando invece sul punto di vista della prostituzione, mi fanno notare che sarebbe opportuno chiedersi perché la società sia tanto corrotta da spingere le persone a vendere il loro corpo, e quindi il problema sarebbe molto più radicato e il disappunto non dovrebbe limitarsi solo a questa pratica.
Ultimo aspetto il più fermo, ma anche ben criticato: sebbene tutti dovrebbero godere del diritto di avere figli, è giusto che alcuni non possano goderne solo perché altri non hanno soldi per permetterselo?

Ora tutto ciò è molto controverso, se preso singolarmente ogni singolo punto è un cerchio infinito di contraddizioni specifiche a cui seguono però legittimazioni generali, mi son persa anche io; ma una posizione bisognerà pur prenderla, senza la presunzione che sia giusta o sbagliata, perché evidentemente questa è una di quelle situazioni senza una risposta effettiva.

Ad ogni modo il connubio imprescindibile dei tre aspetti mi porta sempre alla stessa conclusione: io ho deciso che la vita fin dal principio non può essere comprata, in quanto non è e non dovrà mai essere capitale, e se fino a ieri i gay hanno combattuto contro quella schiavitù chiamata pregiudizio, ora non possono ignorare quella che a me sembra proprio la nuova frontiera della schiavitù.

Questa riflessione, seppur sia bellissimo sapere che, grazie alla “forza incontrastata della scienza”, due innamorati possano avere un figlio, mi impedisce di reputarlo eticamente corretto, e di farmi sviare dai problemi che ciò comporta.
Ho messo in discussione molto di quello in cui credevo per ritrovarmi ferma su questa convinzione.

Ma, come al solito forse questo ha ben poca importanza. Perché se in questa sede io ho discusso dei motivi per cui essere o no favorevoli all’utero in affitto, è perché ho presupposto di essere tutti d’accordo sul fatto che due persone dello stesso sesso abbiano il diritto di amarsi liberamente. Tutti d’accordo ormai che debbano poter essere riconosciuti come coppia, che abbiano il diritto di adottare figli.
So benissimo che questa realtà si limita ancora ad una parte del mondo non sufficiente. So benissimo quanto sia raro trovare persone che salutano con un Gabba Gabba hey, senza giudicare con etichette il prossimo. Come so benissimo che chi pretende che vengano difese le proprie libertà spesso non è pronto a difendere anche le altrui.
Quindi chiedo a voi, questa crescente piccola parte del mondo, voi come la pensate? Avete una posizione ferma sull’argomento? Su quali basi? E secondo voi arriveremo mai a una soluzione indiscutibilmente equa?

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